mercoledì 12 luglio 2017

Socialismo Liberale


Quelle che sotto riporto sono frasi  tratte dal libro Socialismo Liberale di Carlo Rosselli.


Il problema italiano è essenzialmente problema di libertà.
Senza conoscenze emancipate, nessuna possibilità di emancipazione delle classi.
La libertà inizia con l’educazione dell’uomo e si conclude con il trionfo di uno Stato….in cui la libertà di ciascuno è condizione e limite della libertà di tutti.
L’italiano medio oscilla ancora tra l’abito servile e la rivolta anarchica. 
Il concetto della vita come lotta e missione, la nozione di libertà come dovere morale.
Gli italiani hanno più spesso l’orgoglio della loro persona che della loro personalità.
La lunga serie di governi paterni hanno esentato, per secoli, gli italiani dal pensare in prima persona.
Gli italiani sono pigri moralmente, c’è in loro un fondo di scetticismo e «macchiavellismo» di basso rango che gli induce a contaminare irridendoli tutti i valori.
L’intervento del Deus ex machina risponde sovente ad una loro necessità psicologica.
La nostra storia non offre sinora nessuna rivoluzione di popolo.
In tutte le epoche della sua storia il popolo italiano ha sprigionato dal suo seno punte altissime, solitarie e inaccessibili: minoranze eroiche…., ma non ha mai saputo realizzare se stesso.
La stessa lotta per la indipendenza fu opera di una minoranza , non passione di popolo.
Se gli uomini non hanno né senso di dignità ne quello della responsabilità, se non sentono la fierezza della loro autonomia, se non si sono emancipati nel loro mondo interiore non si fa il socialismo (nota mia qui direi il progresso di una società).
E’ innanzitutto un problema di educazione morale.
L’abitudine a considerare  il problema economico come il problema chiave, il problema determinate e a misurare tutti i valori in termini utilitari fa si che sfuggano i valori profondi e permanenti.
La cultura non è borghese, né proletaria.
La cultura ….di una nazione è un patrimonio di valori che trascende il fenomeno economico della classe.
La straordinaria complessità e intensità della vita del mondo moderno, dove continuo è l’alternarsi delle posizioni, delle scuole, dei metodi, dove rapidissimo è il logoramento di credenze ritenute incontrovertibili.
Alcune brevi considerazioni, il testo è stato scritto negli anni ‘30 e pubblicato in francese, solamente nel dopoguerra pubblicato in italiano. Nelle prima parte è un critica al socialismo massimalista e marxista, mentre i brani sopra riportati fanno parte delle conclusioni finali. A dispetto degli anni trascorsi  queste considerazioni rimangono ancora  in buona parte condivisibili. Forse il giudizio sugli italiani è troppo tagliente, ma è ancora profondamente vero che gli italiani spesso aspirino a cercare il deus ex machina (leaderismo personalistico) che sovente è solo un arringatore di popolo (Berlusconi, Grillo ecc.) e che non siamo stati mai in grado di fare una rivoluzione.


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