venerdì 24 febbraio 2017

Auto-organizzazioni- A.De Toni, L. Comello, Lorenzo Ioan Il mistero dell’emergenza nei sistemi fisici, biologici e sociali

Il tema del libro è difficile e affascinante allo stesso tempo: la teoria della complessità e, in particolare, come nasce spontaneamente l’organizzazione in sistemi complessi composti da molti elementi semplici.
Il libro analizza tre distinti ambiti: quello fisico, quello biologico e quello sociale.
Nei sistemi fisici gli elementi sono caratterizzati dal fatto di sottostare a regole piuttosto rigide e deterministiche, ciò non toglie che possano emergere da aggregazioni di elementi fenomeni non prevedibili, un esempio è il mucchio di granelli di sabbia in cui non sappiamo quale sarà il granello che farà collassare l’intera struttura.
I sistemi viventi sono ancora più complessi, ma anche qui abbiamo esempi di situazioni  in cui, pur da  schemi di comportamento semplici, possano aver luogo auto-organizzazioni capaci anche di reagire a mutamenti ambientali. Si possono, quindi,  costruire dei  progetti complessi (ad es. alveare) a partire da operazioni semplici senza un apparente direzione lavori o progetto.
Infine, gli autori affrontano il tema sociale delle organizzazioni umane e come  anche nella società umana si trovano esempi di auto-organizzazione.
In conclusione quello che emerge a vari livelli è che semplici agenti seguendo regole in modo deterministico possono generare strutture sorprendentemente complesse.
Un libro interessante pieno di esemplificazioni e riferimenti teorici e partici, a volte non facile e che necessita più di una lettura.


mercoledì 22 febbraio 2017

Breve storia del futuro- Jacques Attali- Fazieditore

Il libro che presentiamo oggi è di J. Attali: Breve storia del futuro. Attali è un economista che è stato presidente della Banca Europea dello Sviluppo e consigliere di Stato. Il libro è uscito nel 2006 ma rivisto nel 2016. Nella prima parte fa una sintesi, breve ma efficace, della storia mondiale, in particolare del capitalismo. La storia del capitalismo è caratterizzata dalla presenza di centri (o "cuori come li definisce l'autore) che si sono succeduti nel tempo: da Bruges passando per Venezia sino ad arrivare a New York e ora Los Angeles. Nella seconda parte delinea una previsone del futuro fatta di alcune fasi. In una prima fase l'impero americano, pur rimanendo centrale, tenderà a decadere per lasciare il posto ad un mondo policentrico. Successivamente si avrà una preminenza del mercato (Iperimpero)  che tenderà a ridurre ulteriormente il ruolo degli Stati nazionali. Questa fase porterà ad una situazione di confusione caratterizzata da conflitti locali e per la conquista delle risorse scarse. Tali conflitti potrebbero, in seguito, tramutarsi in una guerra globale (Iperconflitto). Infine, più un auspicio che una certezza, potrebbe emergere una ripresa della democrazia a livello globale (Iperdemocrazia) con la formazione di istituzioni globali che nasceranno dall'unione di istituzioni locali e nazionali.
Avventurarsi nella previsione del futuro è certo una impresa difficile e rischiosa, il libro comunque risulta interessante e ricco di spunti di riflessione, anche se in alcune parti non convincente. Mi pare anche poco evidenziato il tema dei cambiamenti climatici che potrebbe giocare un ruolo decisivo nella storia futura, comunque complessivamente un libro da leggere.

giovedì 9 febbraio 2017

I cazzari non servono.

Non riesco più a vedere la TV, le trasmissioni tipo talk-show sono noiose, trattano di argomenti di politica spicciola: cosa fa Renzi, la Raggi, Grillo, ecc.; temi trattati da giornalisti spesso ignoranti che vogliono fare i tuttologi ma sanno poco, a volte si parla di temi economici e sociali con personaggi che magari sono forti in storia dell’arte (Sgarbi) o di storia (Mieli) ma di economia non capiscono un acca, poi ci sono i politici che sono ancora più penosi. Infatti mi limito a guardare Internet nei siti più interessanti e blog, su twitter seguo qualcuno selezionato che dice cose quantomeno approfondite, su facebook lasciamo perdere è pieno di bufale o stupidaggini. 


Poi dice che l’Italia va male, grazie con questo livello di informazione e bassa propensione a leggere libri (e anche qui ci sarebbe da dire su anche quello che si trova negli scaffali) come possiamo farci un opinione ragionata, come possiamo discutere di cose che realmente ci riguardano e non di sesso degli angeli?

Purtroppo la verità è che non ci servono cazzari a tutti i livelli, dello story-telling ne ho piene le tasche. Prendiamo Renzi per anni ci hanno sbandierato che era un rottamatore e innovatore, che dire sicuramente si è dato da fare ma i risultati sono poca cosa: un job act che ha funzionato dando molti soldi e raccogliendo in proporzione poco per i soldi distribuiti, riforme costituzionali fatte male e bocciate a larga maggioranza, soldi distribuiti a casaccio per elemosine elettorali, una riforma della scuola che non è piaciuta, sul tema Europa solo qualche sfuriata inutile e nessuna strategia o tattica per dare un colpo alle disgraziate politiche europee (per esempio battersi per un piano di investimenti pubblici seri e che fossero fuori bilancio), insomma questo sarebbe un grande statista? E della Raggi? Un pianto, e i giornalisti invece di incalzarla sui temi seri di una città rovinata da decenni di ruberie e incurie (e con una cittadinanza non proprio esemplare per virtù civiche) parlano di assicurazioni o altre menate varie di cui poco ci interessa. Insomma i cazzari non servono, eppure di persone preparate in giro ci sono, ad esempio qualche giorno fa a La 7 sentivo Minenna parlare di economia e di euro e finalmente ho ascoltato qualcuno che diceva cose argomentate e pensavo quanto è cretina la Raggi a farlo andare via, o i vari commissari alle spending review messi li e poi abbandonati e inascoltati. 
Insomma cittadini quando lo volete capire che i cazzari non ci servono, la realtà politica, economica e sociale è complessa, non esistono soluzioni facili e neanche pasti gratis, però qualche studio e passo avanti nella conoscenza sociale ed economica si è fatto negli ultimi secoli e ci facciamo rappresentare da Salvini?